La Ruotina

Claudio Zanettin

Quando ho iniziato

Nel 1975 apre la galleria antiquaria “La Ruota” a Cortina d’Ampezzo, paese dove è nato. E’ immediatamente riconoscibile il suo particolare e inimitabile stile nella selezione degli oggetti che non segue solo criteri di autenticità e unicità, ma si definisce per uno spiccato gusto per l’eccezionale, l’estroso, l’originale, caratteristiche rintracciabili in ogni epoca e in ogni fattura, sia in una statua lignea gotica come in una seggiola barocca o in un vaso Art Nouveau. Nutre questa sua tendenza che lo porta a scegliere opere non solo antiche e di inimitabile esecuzione, ma espressive di una forza emblematica, metaforica. Realizza vere e proprie collezioni, composte in anni di ricerche in ogni parte del mondo, come la raccolta di valentini del XIX secolo, i mosaici dall’aroma salmastro nel cui interno si annida una flora barocca, nata  dalla fantastica aggregazione di conchiglie esotiche che mimano fiori e piante. E’ famoso per la sua passione collezionistica di opere dell’antico Tirolo, dove il rito della caccia si traduceva negli arredi di ville e castelli, la cui arte ornamentale sapeva straordinariamente utilizzare particolari di animali cacciati o le essenze arboree delle foreste, creando negli ambienti una straordinaria continuità con la natura circostante. E’ tra i primi antiquari italiani a occuparsi della cultura decadente: predilige la ritrattistica in cui l’eleganza estenuata di personaggi, colti in posizioni di abbandono sensuale, si inserisce in interni di cui sono elencati con ossessiva precisione particolari di arredi, vasi, fiori, alzate, divani, console, librerie, in perfetta sintesi decorativa con il soggetto, in uno stile che sarebbe piaciuto a Mario Praz. La sua decisa personalità nella scelta di materiale antico lo rende poi uno dei più ricercati decoratori d’interni. La sua ricerca costituisce un modello di antiquariato colto, in particolare nell’ambito della gioielleria, di cui diventa uno dei massimi esperti mondiali: è tra i primi antiquari a occuparsi del Novecento con l’esposizione di splendide opere Art Nouveau, Art Deco; la sua galleria diventa la meta di ogni collezionista che desideri gioielli firmati dai maggiori creatori della prima metà del Novecento, con particolare rilievo dato alla vasta fioritura degli anni Quaranta e Cinquanta di opere francesi, ma soprattutto americane. Il successo raggiunto gli fa aprire nuove sedi a Milano e a Porto Rotondo; è presente nelle più selezionate mostre internazionali di antiquariato a Milano e a Venezia. Sente la necessità di fare una informazione colta allorché organizza vere e proprie esposizioni a tema come, nel 1987 “La spilla e la sua evoluzione dall’Ottocento agli anni Cinquanta”, nel 1989 “Storia di bracciali, braccialini, braccialetti”, nel 1991 “Lo zoo fantastico”, nel 1993 “David Webb e gli americani”: le mostre sono corredate da raffinati cataloghi che danno un contributo fondamentale alla storia del gioiello. La sua approfondita conoscenza del gioiello del Novecento non poteva escludere la indagine verso quel mondo sperimentale che è la ricerca contemporanea: è il primo antiquario in Italia, e forse nel mondo, a dedicare varie mostre all’arte orafa contemporanea, cogliendo, con grande anticipo, come questa cultura, per le sue straordinarie sperimentazioni materiche insieme alla sua ricchezza inventiva, sia l’unica creazione, nell’odierna produzione, capace di competere con i grandi capolavori del passato. Collabora con Graziella Folchini Grassetto, direttrice dello Studio GR. 20 di Padova, nelle mostre del 1989 “Antologia di arte orafa contemporanea”, nel 1993 “Gioielli. Arte contemporanea d’Austria”, nel 1999 “Frammenti di mare. Gioielli di Barbara Paganin”, nel 2000, a Cortina “L’alternativa al prezioso” e, sempre nel 2000, a Porto Rotondo, “Gioielleria contemporanea in Europa”, mostra ripetuta poi a Cortina nella primavera del 2001 e seguita nell’estate del 2001, a Porto Rotondo, dalla mostra dedicata a Robert Smith “The Empty House”. Successivamente, sempre nell’estate del 2001 a Cortina, Claudio Zanettin presenta la mostra di gioielli antichi “Capolavori eburnei”: una pregiatissima raccolta di meravigliosi e rarissimi objets de vertu d’avorio, corno e osso, dal XVIII alla fine del XIX secolo: un’esposizione di piccoli capolavori dal valore  inestimabile, frutto di vera passione collezionistica e di anni di faticose ricerche. Riprende la collaborazione con Graziella Folchini Grassetto con la mostra “Francesco Pavan. Oreficerie 1998-2001” a Cortina nel febbraio 2002. Nel luglio 2002 presenta la mostra “Il mare”, di Barbara Paganin e Ramon Puig Cuyas e nel febbraio 2003 la mostra “I gioielli di Karl Fritsch”. Si fa evidente come l’interesse per il gioiello contemporaneo diventi una prassi costante nell’attività di Claudio Zanettin: insieme a Graziella Folchini Grassetto costituisce un comitato di promozione della gioielleria contemporanea che coinvolge molti importanti nomi della cultura e dell’high society italiana, dando vita ad una costante informazione a livello nazionale sull’oreficeria artistica contemporanea.

In data 8 dicembre 2012 “La Ruota è Cluadio Zanettin” si sposta nella galleria parallela in Piazza Silvestro Franceschi 9 e diventa “La Ruotina è Claudio Zanettin”.

IO SONO “COMING OUT”

Claudio Zanettin

Adesso